Sorriso

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Qualcuno ha detto che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Potremmo dire lo stesso del sorriso e del pianto di un neonato: fanno più notizia cinque minuti di squillanti grida che una serie di silenziosi sorrisi.

Probabilmente i neonati sorridono già in utero; sicuramente sorridono già nei primi minuti dopo la nascita appena qualche mano gentile si preoccupa di asciugarli e di abbracciarli.

Il sorriso delle prime settimane avviene frequente nel sonno e coinvolge principalmente la bocca, con scarsa partecipazione degli occhi. E’ un sorriso che assomiglia molto a quello degli altri animali e sembra un semplice movimento della mimica facciale; non sappiamo a cosa corrisponde nella mente del neonato e generalmente non è possibile associare questo sorriso a nessuna situazione contingente particolare.

Nel corso del secondo mese di vita, quando il bambino comincia a vedere distintamente il volto della mamma, cominciamo a vedere i veri sorrisi costruiti con tutto il viso; a questo punto il nostro piccolo è ben sveglio e partecipa al mondo che lo circonda. Per il momento gli interessano più i volti che gli oggetti, e preferisce i visi visti di fronte alla distanza di 20-40 centimetri. Il viso più bello sarà sempre quello della mamma, colei che lo nutre e lo protegge; tra tutte le persone del mondo lei è la persona che lui conosce meglio, meglio di se stesso.

In questi primi mesi infatti il neonato non conosce ancora se stesso. Nel momento in cui imparerà a conoscere la mamma inizierà a conoscere anche se stesso; quando scoprirà che la mamma è la mamma, capirà anche chi è lui. Questo è un miracolo difficile da capire e da spiegare: attraverso la scoperta della mamma ogni bambino arriva a conoscere la propria individualità e inizia a collocarsi nel mondo come persona consapevole.

Quando un neonato è felice e sorride alla propria mamma, la mamma non sarà capace di resistere e, quasi senza accorgersene, rilancerà con un sorriso molto simile a quello ricevuto dal suo bambino; generalmente il gioco dei sorrisi prosegue per alcuni minuti e alla fine è quasi sempre impossibile ricordare chi ha cominciato. Nel sorriso della mamma il bambino vede il proprio sorriso, nel viso della mamma vede specchiato il suo; ognuno di loro sembra volersi confondere nell’altro, quasi tornando a quella relazione strettissima che hanno già vissuto durante la gravidanza.

Dobbiamo quindi considerare il sorriso dei primi mesi come il linguaggio positivo e dolce di cui dispone il neonato per comunicare (il linguaggio negativo, e a volte violento, è il pianto). Il sorriso del neonato è probabilmente anche uno dei modi privilegiati e belli che la natura è riuscita ad inventarsi per portare il cucciolo d’uomo verso la conoscenza di sé e degli altri. Proviamo pertanto a circondare i nostri neonati di molti specchi nei quali possano vedersi e riconoscersi, gli specchi dei nostri visi che non sono mai stanchi di sorridere.