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Un testimone di prima mano

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Un testimone di prima mano di C. Gonzales

E cosa direbbero i nostri figli se potessero palare ? Forse qualcosa del genere: da quando ho compiuto nove mesi ho cominciato a notare che i miei genitori sono un po’ insistenti con il cibo. Fino ad allora mi davano da mangiare abbastanza bene; ma da quel momento hanno iniziato a volermi dare un cucchiaio in più quando invece io avevo già finito, e un giorno hanno provato ad infilarmi in bocca una cosa gelatinosa e ripugnante che chiamavano ‘cervello’ e che dicevano fosse molto nutriente.

 All’inizio erano avvenimenti isolati ai quali non ho dato molta importanza. Di tanto in tanto, per renderli felici mangiavo il cucchiaio in più sebbene poi restassi appesantito per tutto il pomeriggio e dovessi prendere un cucchiaio in meno per cena. Adesso mi pento e penso che forse sarebbe stato meglio essere più rigoroso fin dall’inizio. Sarà vero ciò che dicono che se cedi ai tuoi genitori, anche solo una volta, li vizi e poi continueranno sempre a pretendere lo stesso trattamento? Io ho sempre pensato di educare i miei genitori con pazienza e dialogo, lungi dagli autoritarismi del passato.…ma adesso, visto che è successo, non so più cosa pensare.

Il vero problema è cominciato un mese e mezzo fa, quando avevo dieci mesi. Improvvisamente, ho cominciato a sentirmi male. Mi facevano male la testa, la schiena e la gola. Il mal di testa era la cosa peggiore: qualunque rumore rimbombava e mi percorreva il corpo da sotto a sopra e da sopra a sotto. Quando la nonna mi diceva ‘cucci, cucci’ (lei mi chiama così e a me, veramente, quasi piace più di Jonathan) sentivo che la testa stava per scoppiarmi. E, per di più, non potevo nemmeno sfogarmi piangendo come le altre volte, perché il mio stesso pianto mi risuonava nelle orecchie ed era sempre peggio.

Questa specie di plastilina giallastra che a volte appare nel mio pannolino (non so da dove esca, ma la mamma non mi ci lascia mai giocare) anch’essa era cambiata: faceva cattivo odore e mi faceva spellare il culetto. Alberto, un mio amico del parco, che ha già tredici mesi, mi disse che era dovuto a un virus e che non era grave; e credo che di questo i miei genitori non devono capirne tanto quanto Alberto, perché sembravano preoccupati come se non sapessero che fare.

Per quasi una settimana non ho potuto nemmeno inghiottire. Fortunatamente c’è il latte della mamma che riesce sempre a entrare bene; ma la pappa proprio non riusciva a scendere, mi si bloccava nella gola, tanto che finivo col vomitare. E la cosa strana è che non avevo nemmeno fame. Io dicevo ai miei genitori cosa mi stava succedendo, ma loro non capivano niente.

 A volte mi dispero con loro e penso che sarebbe ora che imparassero a parlare. Capivano tutto al contrario. Io piangevo piano e a lungo, dicendo “abbracciami tutto il tempo” e loro mi lasciavano nella culla. Io facevo una faccia che diceva chiaramente ‘oggi, veramente, non mi va niente’ e loro vai col darmi ancor più cibo. Io facevo smorfie che dicevano ‘un cucchiaio in più e vomito’ e loro si arrabbiavano e gridavano, e dicevano non so quali assurdità.

Per fortuna, il mal di testa e tutto ciò è durato solo qualche giorno. Ma i miei genitori non sono tornati ad essere gli stessi di sempre. Continuano impegnandosi nel darmi cibo che non voglio. E non un solo cucchiaino in più, come prima; ora pretendono che mangi il doppio o il triplo del normale. Si comportano i maniera molto strana: a momenti sono euforici e fanno il verso degli indiani con il cucchiaino gridando ‘l’aereo, guarda l’aereo! Brrrruuum’.

 Ed un momento dopo diventano aggressivi e cercano di aprirmi la bocca con la forza, o si deprimono e si mettono a piagnucolare. Chissà, forse il virus ha contagiato anche loro, e forse anche a loro sta facendo male la testa e la schiena. Comunque sia, il fatto è che l’ora di mangiare è diventato un vero supplizio; al solo pensiero mi vien voglia di vomitare, e mi passa la poca fame che ho……

Da ‘Il mio bambino non mi mangia’ di C. Gonzales – ed. Bonomi

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